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Genoa

Balla balla, Ballardini…

“Non fermarti sono pochi gli anni forse sono solo giorni
E stan finendo tutti in fretta e in fila
Non ce n’è uno che ritorni
Balla non aver paura se la notte è fredda e scura
Non pensare alla pistola che hai puntato contro
Balla alla luce di mille sigarette e di una luna”

C’è indubbio fermento in casa Genoa: da un lato un po’ di preoccupazione per i risultati ed alcuni infortuni che gravano soprattutto sul settore difensivo; dall’altro il totoscommesse sul nome del presidente che parrebbe dover essere “grande genoano”. Ed allora via alle mille ipotesi (ma i giochi parrebbero fatti o comunque ridotti a 2 opzioni) e l’entusiasmo per le parole dei rappresentanti 777 Partners relativi il futuro dello stadio, il gruzzoletto dedicato ad un’eventuale necessità di innesti nel mercato di Gennaio (20 milioni) seppur consci che la parte in uscita dovrà essere preponderante.

Come sempre, però, è il campo che offre più colori: mentre in molti restano fiduciosi sulla situazione societaria, tutti si dedicano ai commenti delle prime 7 partite. E nasce, come spesso accade, una nuova divisione tra fronti. Certo, siamo lontani dai tempi della spaccatura, ma i pro e contro ci sono sempre e la discussione verte su pro-zio o contro-Balla.

Sempre più persone si uniscono alla scia: “forse non è poi così bravo”, mentre altri restano arroccati su “è colpa della qualità dei giocatori e del numero” (e quindi di Preziosi).

Entrambe le affermazioni di coloro che siano a favore, appaiono però frettolose:

  1. posto che ci vorrebbe forse 1 esterno forte e preparato alla serie A, la rosa ha carte che ancora non sono state giocate. Una per effettiva indisponibilità (Caicedo), altre per scelta tecnica, che ad oggi trova qualche motivo di “mugugno”. Vasquez in particolare, nel turbinio di campi in difesa, non ha trovato nemmeno una mezz’ora per mostrare le proprie capacità; Galdames è stato finalmente inserito nella lista, ma non si è visto; Toure, dopo una partita in cui ad un primo tempo decisamente brutto (come peraltro quello di tutta la squadra) ha alternato un secondo decisamente buono, è stato posto nel dimenticatoio, a fronte dell’alternativa – valida, ma ad oggi oltre l’età peccante di una forma non proprio ottimale – Beherami; Buksa, che potrebbe non essere pronto, ma allora si dovrebbe mandare in Primavera ad “orientarsi”. Senza contare i “mal posizionati”, giusto Valon schierato esterno ha causato poi un doppio cambio forzato, ma si pensa soprattutto allo schieramento di Kallon, certamente più “sfruttabile” come seconda punta, Melegoni, Ekuban, Hernani, Biraschi… Fino ad arrivare ad una pluriopportunità per Sabelli che ha dimostrato di non reggere la fase difensiva. Una girandola di assenze incomprensibili, infortuni che (forse) denotato quanto su Genoani Foresti fu scritto in tempi non sospetti, ovvero una preparazione non proprio ottimale e non per mancanza di tempo – non è un alibi l’arrivo tardivo, anche a fronte delle 2 settimane di sosta che non hanno visto i “consueti” progressi di cui pareva capace il Mister – e rimpastoni che non può essere indice di problemi di rosa…
  2. Sono tanti, molti rimasti fuori dalla lista e quindi non utilizzabili, vero. E quindi? Difficile allenare? Be’, l’organizzazione fa parte dei compiti di un allenatore e lo staff serve anche a gestire più gruppi secondo necessità.

Una cosa è certa, il momento di passaggio blocca eventuali prese di posizione, ma la sfida tra sostenitori ad oltranza di Ballardini e detrattori, coerenti per lo più e nuovi alcuni, è all’ordine del giorno.

Toni certo (un po’ più) rilassati tra tifosi, che discutono come da sempre e che non si può immaginare appartengano all’ex Presidente. Impegnato certamente nei meandri della burocrazia, delle formalizzazioni e del nuovo ruolo, il Prez soffre, si infervora e qualche “raspatina” alla panchina la darebbe…

Mentre alcune fonti ci informano di un possibile ritorno di Maroccu (noi lo diamo per improbabile) ed un accasamento di Osti al Brescia, altre ci parlano di un contatto a sondare il terreno con quello che già l’anno scorso pareva potesse arrivare salvo poi – comprensibilmente – preferire lidi italiani dall’ambizione e realtà europea… E questa opzione riceve conferme trasversalmente.

Certo è che l’occasione avrebbe potuto essere questo nuovo stop per la Nazionale. Il che fa pensare che andremo ancora avanti con l’attuale Mister che però dovrà presto mostrare prestazioni ben diverse: basta subire goal e trovarsi ad inseguire per poi dimostrare si sarebbe potuto fare ben altro. Emblematico il match di Bologna, dove ai primi minuti in cui si è mostrato di poter dominare, sono seguiti lunghi tratti di “arretramento” che hanno portato alle reti subite per poi mostrare di poter pareggiare e vincere in pochi minuti ripetendo infine il lite-motive “tutti dietro” (e con le idee non proprio chiare su movimenti e posizioni).

Non un ultima spiaggia per il Genoa, ma potrebbe esserla per l’allenatore che, questa volta, non può certo dirsi vittima:

  • a fronte di dichiarazioni ancor oggi incomprensibili e persino contestabili
  • del ricordo di quanto accaduto a 3 giorni dalla partita persa malamente con l’Inter
  • dello schieramento in diverse occasioni molto più che discutibile
  • del cambio di giocatori in una girandola senza soluzione di continuità soprattutto in difesa
  • dell’atteggiamento improntato
  • dei cambi a recuperare cambi

In attesa del Sassuolo, vediamo se ci sarà almeno un’apertura per l’eventuale sostituto o una netta reazione dell’attuale Ballardini, che qualche dubbio di volontà lo lascia dopo la richiesta di esonero ma sempre nei più ottimisti, mentre in altri, quelli che hanno sempre pensato fosse molto bravo a salvare o subentrare ma non a sostenere un campionato intero o obiettivi diversi, i dubbi li conferma

Genova, 26 Aprile 1977 “Io parlo di Comunicazione – ufficio stampa e media relation - Siti Web. Papà chiede quando smetterò di giocare e disegnare e mi troverò un lavoro vero. I genitori la sanno lunga...” Consulente per la comunicazione aziendale e politica da oltre 15 anni è socia della PVD Consulting insieme a Pietro Avogadro, sistemista ed esperto in privacy. Inizia il proprio percorso a Milano, in un’agenzia di comunicazione dopo uno stage legato al Master di specializzazione per tornare a Genova ed intraprendere il percorso lavorativo indipendente. Non è stato semplice, la sua città la accoglie con diffidenza: giovane donna, spesso si sentiva chiedere dove fosse il suo capo. Ma ha saputo destreggiarsi, crescere e creare un’impresa piccola, ma solida anche grazie alla continua voglia di evolvere, aggiornarsi e, soprattutto alla testardaggine: “E’ stato difficile affermarsi, ma l’entusiasmo che veniva percepito apriva lo spiraglio. Qualche volta non è bastato, altre è servito ad iniziare un percorso. Alla fine, posso dire essermi tolta molte soddisfazioni e qualche sassolino…” Consegue il titolo in diversi Master tra cui quello in “Ufficio stampa e media relation” del sole 24 Ore, “Digital marketing” con Studio Samo e “Consulente politico e marketing elettorale” con Eidos Communication. Tra Milano e Roma la voglia di migliorare si fa sempre sentire senza esaurirsi: “Forse è questo il mio jolly, non mi accontento mai”. Il ruolo che le piace più ricoprire è quello di addetto stampa, ma ama collaborazioni e consulenze che la portino a studiare nuove realtà e preparare i clienti ad affrontare il mondo della comunicazione sempre più visual ed incentrato sui social. I suoi clienti spaziano da realtà medio grandi di diversa natura, associazioni sportive, politici e liberi professionisti, a start up per cui studia piani di lancio. Sempre attiva, tanto da mettere il lavoro al primo posto, quando le si chieda come stia, risponde raccontando delle proprie giornate professionali. Per passione, entra in contatto con il mondo della televisione e della radio. In particolare, oggi, conduce insieme ad Angelo Arecco una trasmissione settimanale di informazione su Radio Skylab che vanta grandi ospiti e seguito. Ha scritto per alcune testate online, creato blog: “Non sono certa di dove mi condurrà la vita, amo cambiare e detesto i titoli sterili. Di certo scriverò. Questa è l’unica certezza: l’ho sempre fatto e so farlo bene!” Nell’ambito sociale, è responsabile regionale di Unavi (Unione Nazionale Vittime)

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