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Europei 2020

“Bisogna saper perdere”. Le medaglie di Italia Inghilterra.

di Moreno D’Angelo

“Bisogna saper perdere” cantavano i Rockes, famoso gruppo beat, protagonista delle Brit-It invasion negli anni 60.

 Ma non è quello che si è visto a Wembley nel corso della premiazione di Italia Inghilterra. Un fatto che si è aggiunto a diversi  brutti   episodi che hanno caratterizzato un pre finale Uefa non facile con risse, scontri con la polizia, sputi alla bandiera italiana e con l’assedio rumoroso all’albergo dove riposavano gli azzurri. Un vero ritorno allo stile hooligans.

Ma torniamo alla premiazione. Gli inglesi del self control, della terra in cui il calcio è nato, oltre a sbagliare i rigori si sono dimostrati davvero antisportivi levandosi immediatamente e platealmente la medaglia ricevuta come secondi della manifestazione.  Un brutto gesto, compiuto da quasi tutti i giocatori dei Tre leoni, che non trova alcuna giustificazione in una partita molto combattuta, che i bianchi hanno perso per i loro errori e per la bravura degli avversari. Certo l’amarezza dei sudditi della Regina per questa sconfitta, davanti agli spalti gremiti di Wembley, è stata enorme, ma il dispiacere non dovrebbe comportare lo sprezzante rifiuto di un premio.

Per la precisione per i vincitori, giocatori e staff, hanno ricevuto 40 medaglie d’oro. Medaglie che avevano nella parte frontale la coppa Henri Delaunay, (trofeo ufficiale Uefa) e sul retro il logo di Euro 2020, mentre per i secondi classificati vi erano 40 medaglie d’argento

 In ogni caso la finale ha avuto una splendida coreografia sia nel bellissimo spettacolo che ha preceduto l’incontro, sia per la scenografia finale in cui a brillare è stato il tricolore.

Come tutte le finali è stata una partita ostica, nervosa, fallosa che certo non ha premiato il gioco brillante. Una partita rimasta in bilico, nell’incertezza totale fino all’ultimo respiro. L’inizio ha illuso i britannici. E l’Italia ci ha messo un bel po’ per riprendersi, dopo un primo tempo alquanto brutto.  Anzi nel primo tempo molti tifosi azzurri cominciavano a dare segni di perplessità per la sterilità del gioco, per i troppi palloni persi, per un centrocampo che non riusciva ad imporsi, nonostante una evidente superiorità tecnica che solo nel secondo tempo si è manifestata.   Quello che ha salvato la partita e l’intero Europeo è stato il gruppo.  Un gruppo fantastico costruito da Mancini. Un gruppo unito in cui è emersa la grinta di Chiesa, le due autentiche rocce Chiellini e Bonucci oltre alla grandezza del nostro Donnarumma, il portiere in cui abbiamo tutti sperato di fronte all’incognita rigori.

Una vittoria ad un Europeo, attesa ben 53 anni dal primo trofeo conquistato contro la Jugoslavia grazie ai gol di Riva e Anastasi. Un trionfo che ha rappresentato una grande gioia a cominciare da quei tanti italiani che vivono e lavorano nella Gran Bretagna post Brexit.

 

 Per l’Italia ha tifato e simpatizzato gran parte dell’Europa, della Russia e ancor più il mondo latino, afro, insieme ai tanti migranti provenienti da mezzo mondo. Un’operazione simpatia che rappresenta un grande capitale per una nazione che sta cercando il suo rilancio.

 

Laurea in Economia Internazionale e lunga esperienza avviata nel giornalismo economico. Giornalista dal 1991. Ha collaborato con L’Unità, Mondo Economico, Il Biellese, La Nuova Metropoli, La Nuova di Settimo e diversi periodici. Nel 2014 ha diretto La Nuova Notizia di Chivasso. Dal 2010 nella redazione di Nuova Società. Interessi estesi dal sociale, alla divulgazione scientifica, con attenzione alla futurologia e al mondo del mistero con grande criticità.

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